Politics ·
La Corte Suprema rimuove l'ingiunzione sull'ordine di Trump che limita il voto per corrispondenza
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha votato 6-3 lungo linee ideologiche per rimuovere un'ingiunzione sull'ordine esecutivo del presidente Donald Trump mirato al voto per corrispondenza, sebbene una seconda ingiunzione mantenga incerta l'attuazione della misura in vista delle elezioni di medio termine di novembre.
Sintetizzato dall'IA a partire dalle fonti citate di seguito.
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha stabilito con un voto di 6-3, lungo linee ideologiche, di rimuovere un'ingiunzione emessa a giugno da un giudice del Massachusetts sull'ordine esecutivo del presidente Donald Trump volto a reprimere il voto per corrispondenza. L'ordine di Trump di marzo ha ordinato al governo federale di stabilire un elenco di cittadinanza statale degli elettori idonei, imponendo che le schede di voto per corrispondenza vengano consegnate esclusivamente agli individui presenti in tale elenco. L'ordine ha inoltre incaricato il Dipartimento di Giustizia di dare priorità alle indagini e al perseguimento dei funzionari elettorali statali e locali che rilasciano schede federali a individui considerati non idonei. Nonostante la sentenza della Corte Suprema, una seconda ingiunzione contro l'ordine esecutivo rimane in vigore, lasciando spazio a continue battaglie legali e creando incertezza sul fatto che l'amministrazione possa agire prima delle imminenti elezioni di medio termine di novembre. Trump ha costantemente criticato il voto per corrispondenza, paragonandolo a una frode nonostante le prove schiaccianti della sicurezza del sistema e il suo stesso uso del voto per corrispondenza. I giudici dissenzienti si sono fortemente opposti alla decisione. Il giudice Ketanji Brown Jackson ha scritto nella sua opinione dissenziente che la sentenza della Corte Suprema introduce inutilmente caos e incertezza nelle imminenti elezioni di medio termine. Anche i gruppi per i diritti civili hanno espresso allarme in seguito alla decisione. Derrick Johnson, presidente della National Association for the Advancement of Colored People (NAACP), ha dichiarato che la sentenza serve da promemoria del fatto che la democrazia deve essere difesa, avvertendo che gli oppositori stanno tentando di rendere il voto il più difficile possibile.
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